Menu news

Filtra News Per Anno

  

Tra moda e marketing c'è lo stile, dettato dal Visual Merchandiser

Continuiamo con la nostra rubrica dedicata ai professionisti dello stile.

Dopo aver toccato il tema dell'interior design con Franco Driusso e aver scoperto cosa significa essere Food Designer con Valentina Pozzobon, oggi entriamo nel mondo della moda con una Visual Merchandiser.

Abbiamo incontrato Elisa Morandin, una vera professionista dello stile, che vede tutta la sua carriera accademica e lavorativa nel mondo della moda e che oggi l'ha portata ad essere una delle Visual Merchandiser del noto brand H&M.

Da lei abbiamo cercato di capire cosa significa stile nell'ambito fashion e ma anche di vedere come il design e l'estetica abbinati alla funzionalità siano paradigmi universali, riconosciuti e ricercati da tutti i professionisti dello stile, qualsiasi sia il loro ambito.

Infine, siamo entrati anche a casa di Elisa, dove possiamo vedere fin dal primo sguardo quanto l'arredamento che lei ha scelto rispecchi il suo concetto di stile.

Elisa, ti sei laureata allo IED in Fashion Design, hai insegnato tu stessa all'Accademia del lusso di Milano e per molti anni sei stata una Fashion Designer. Oggi sei Visual Merchandiser per H&M, sei passata dalla pura creatività alla ricerca del giusto accordo tra moda e marketing.

Ci racconti meglio in cosa consiste il ruolo chiave del Visual Merchandiser nel settore moda?

È un ruolo che si concretizza in modo molto pratico all'interno dei punti vendita, ma dietro ad ogni azione che quotidianamente svolgo, c'è una strategia ben definita, che spesso viene studiata in team, e che ha due scopi: aiutare il cliente a trovare il suo stile e l'outfit che gli si addice, ma anche attuare vere e proprie strategie di marketing per aumentare le vendite.

Quindi si lavora sempre su due fronti e con due obiettivi che devono portare ad un unico risultato.

Nel mio ruolo devo sempre seguire il senso estetico e trovare nuovi modi per esprimere le tendenze della moda, ma anche seguire la strategia, legata ai principi di marketing e vendita.
Ci vuole attenzione ai dettagli e tanta capacità di equilibrare le due funzioni, ma quando si raggiunge l'obiettivo il risultato lo si vede molto chiaramente: incide nelle vendite e si manifesta fuori, tra la gente che veste il mio marchio. Moda e marketing hanno molti punti in comune. In entrambi i casi si tratta di svelare al pubblico come poter trovare il proprio stile.
Tutto va studiato in questo senso, dalle vetrine ai reparti. Quotidianamente e anche più volte al giorno un Visual Merchandiser controlla che tutti i capi siano disposti in modo che suggeriscano abbinamenti e outfit completi, dalla testa ai piedi.

Una tematica che sta molto a cuore a Skema è il concetto di moodboard. Lo ritrovi anche nel tuo ambito?

Il moodboard è lo strumento per antonomasia dei creativi. La moda vive di moodboard perché ti permette di accostare colori, consistenze, sensazioni, e così dare vita a nuove proposte e nuove creazioni. Uno strumento che diventa un modo di lavorare, non solo per quanto riguarda la creazione degli outfit, ma anche lo stesso spazio espositivo. Perché quando si entra in un negozio di moda, si entra in un mondo che si esprime attraverso tutti i sensi e indubbiamente tutto ruota intorno al concetto di bellezza. Un Visual Merchandiser deve essere sempre allenato al bello.

E come ci si può allenare al bello?

Personalmente ci sono due strade che percorro: la prima è figlia della tecnologia e dei nostri tempi, attraverso i social media, in particolare Instagram, dove si possono trovare idee e spunti da tutto il mondo. L'altra strada è quella di vedere cosa propone il mercato nel concreto, quindi visitare paesi diversi e scoprire nuovi negozi e nuove vetrine.

Qual è il tuo concetto di bellezza e come lo traduci in concreto?

Il mio concetto di bellezza è legato al gioco tra armonia e contrasto. Ma soprattutto la bellezza è qualcosa di istintivo, è un elemento che puoi percepire anche tra tanti stili differenti.
Ma è anche un percorso in continua evoluzione, oggi ad esempio per me la bellezza si riflette molto nella mia personale ricerca all'essenzialità. È naturale quindi che stia sposando lo stile nordico, ma non è sempre stato così. Perché la ricerca del bello è un fattore molto legato alla cultura da cui proveniamo, al proprio percorso interiore, alle emozioni e ai momenti della vita.

Abbiamo parlato di moda, di moodboard e di stili. Tutto questo si riflette nella tua casa? E se si come?

È naturale che questa ricerca della bellezza e questo desiderio di esprimere la mia creatività si riversi un po' in tutto quello che faccio. E se la mia passione è la moda, non potevo che vestire anche la mia casa secondo le mie regole di stile.


E così siamo entrati a casa di Elisa: i toni di rosa si rincorrono tra gli ambienti, dove spiccano elementi originali e spesso creati da Elisa; l'armonia è data dalla scelta di usare tinte neutre nei vari ambienti, il carattere emerge nella scelta degli elementi colorati e unici. Come il letto fatto di bancali colorati, i quadri e le stampe appesi in bagno o ancora soprammobili dal carattere pop che decorano con ironia e freschezza l'ambiente.

Ciò che abbiamo riscontrato negli arredi, nei dettagli e negli abbinamenti è il suo carattere e il suo gusto originale. Spazi vissuti e resi personali, dove però emerge uno stile e un racconto ben preciso. Una vera dimostrazione pratica di un professionista dello stile che ha fatto suo il concetto di moodboard applicato in tutti gli aspetti della vita. 

News correlate