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Franco Driusso racconta il suo Salone del Mobile e il suo concetto di design

Arrital da sempre si distingue come una della voci più influenti del Salone del Mobile. Per l'edizione 2018 di Eurocucina, sotto la guida del suo direttore artistico l'architetto Franco Driusso, ha presentato uno stand completamente rinnovato, realizzato su due piani, dove ha esposto le novità di punta delle sue collezioni.

Anche lo spazio espositivo è stato disegnato e sviluppato da Driusso e per realizzarlo si è avvalso della collaborazione di Skema, optando per una delle grandi novità tra i resilienti 2018, il Fit.Lay Tatami Brown, e due pavimenti in wood composite, il Lindura Olea Oak e il Nadura Bistro.

Con l'occasione abbiamo avuto il piacere di intervistarlo e conoscere più in dettaglio la sua esperienza al Salone e il pensiero alla base del suo modus operandi. 

Per lo spazio espositivo Arrital, ha scelto prodotti Skema di alto impatto tecnologico, Nadura e Lindura in modo particolare sono legati alla materia legno ma sono soprattutto frutto di una grande ricerca. Come mai la sua scelta è ricaduta su questi prodotti?

Il mio concetto di ambiente espositivo è legato profondamente alla rappresentazione che il brand fa di sé. L'azienda in questi contesti vuole mettere in risalto la sua mission e i suoi caratteri connotativi, tutto ciò che espone parla al pubblico in modo identitario e distintivo. I partner selezionati quindi devono accordarsi ai valori dell'azienda e allo stile che la rappresenta, di conseguenza l'impatto visivo dei prodotti scelti deve armonizzarsi con l'immagine aziendale, ma è fondamentale anche la funzionalità e la qualità. Il Salone del Mobile ha visto 434 mila presenze perciò i materiali usati dovevano essere all'altezza della performance richiesta. Lindura, Nadura e anche il nuovo Fit.Lay sono stati sicuramente all'altezza delle aspettative.

Praticità e resistenza quindi, unite all'aspetto estetico e all'armonia che si deve creare. Il concetto di mood sembra molto presente nella sua progettualità. È così? 

Il mood è importante ai fini rappresentativi, possiamo dire che è alla base stessa del progetto espositivo, perché quello che viene portato all'evento è un sunto dell'idea stessa di abitare che ha l'azienda. La composizione della palette è minuziosa e ricercata, per questa edizione ho posto l'accento sulle nuance e sui passaggi tonali secondo un principio di continuità e ponendo la cucina al centro di una rappresentazione del vivere, quindi tutti gli elementi si accordavano ad essa e con essa davano vita all'immaginario del brand.

Durante il Salone sappiamo che ha tenuto un piccolo incontro aperto ai professionisti del settore. Quali sono stati i temi principali che avete trattato?

Uno dei temi è stata la descrizione progettuale dello spazio espositivo, ma abbiamo trattato anche i dettagli funzionali della cucina, partendo dalle soluzioni che ho proposto nei modelli Arrital. Ci siamo soffermati sul rapporto interior design ed edilizia, un tema nato dall'apparente contrasto tra la tendenza delle aziende di proporre cucine molto grandi e quella costruttiva, che vede abitazioni dallo spazio ridotto. In verità il modello di cucina che noi proponiamo è pensato proprio per il nuovo concetto abitativo, dove un'unica ampia zona giorno funge da cucina, salotto ed entrata, spazi un tempo ben divisi tra loro. Oggi la cucina è protagonista, diventa uno spazio poliedrico dove cucinare sì, ma anche vivere molti altri momenti: mangiare, dialogare, incontrarsi, lavorare.

Gli elementi progettuali da tenere in considerazione oggi sembrano legati all'ottimizzazione, sia degli spazi, sia delle funzioni a cui è chiamata la cucina. In tutto questo che ruolo ha la tecnologia?

La tecnologia aiuta, dialoga con la cucina stessa e permette a noi di dialogare con la cucina, gestendo ad esempio con un'app dedicata tutte le sue funzioni, dalle più classiche a cui la domotica ci ha abituato, alla trasmissione del suono senza l'uso delle casse ma con attuatori audio che sfruttano la propagazione del suono attraverso i materiali. O ancora, permette di sanificare l'aria e profumare gli ambienti. Nuova tecnologia ma anche nuovi modi di usare i moduli che compongono la cucina, ad esempio, ripensando le dimensioni e uscendo dagli standard europei, sfruttando le misure americane ma lasciando libertà nella scelta degli elettrodomestici e accompagnandoli a vani progettati per inserire gli accessori utili all'area di lavoro. Ecco che dietro l'anta della lavastoviglie c'è anche una sezione con mensole per riporre i detergenti, vicino al forno c'è la rastrelliera per le teglie, sotto la macchina del caffè è presente un cassetto estraibile per le cialde e tutti gli strumenti utili.

Insomma dietro ad uno studio estetico dalla linee pulite ed essenziali si nasconde la ricerca della funzionalità e della praticità per ogni attività. È questo il vero significato di Design per lei? 

Design significa progetto e trova la sua radice etimologica dal latino proiecto, gettare oltre, fare avanzare. Proiettarsi verso il futuro e, con grande coscienza del presente, immaginare le soluzioni che risolveranno le nuove necessità e quelle presenti. È una disciplina che si basa su molte altre materie: arte, ingegneria, architettura, antropologia, filosofia, è un'interazione costante che porta a sviluppare un pensiero in funzione dell'uomo ma che non può prescindere dal mercato, dalle necessità di produzione in termini di fattibilità e costi. Il design oggi è anche etica, deve pensare ai materiali usati e al loro ciclo di vita. Il Life Cycle Assestment, il processo per l'identificazione dei carichi ambientali associati a un prodotto ha spinto ad un approccio cradle to cradle (dalla culla alla culla), dove la progettazione prevede il reimpiego dei materiali nei cicli produttivi.

È in quest'ottica che da alcuni anni lei con Arrital ha posto l'attenzione sui materiali impiegati, per esempio usando il Paperstone. Quali altre caratteristiche devono avere i nuovi materiali?

Con Paperstone, un materiale brevettato da un'azienda americana e costituito da fibre ottenute al 100% da carta riciclata (cartone, riviste e carta da imballo), unito a resine a base di acqua e olii da gusci di anacardi, è stata realizzata una cucina in pratica totalmente riciclabile. Come detto, la natura eco sostenibile della materia oggi è un tema estremamente importante, ma dai materiali ricerchiamo anche un incremento delle prestazioni. L'esempio più attuale è la superficie di Fenix Ntm, ottenuta con l'ausilio di nanotecnologie ed trattata con resine termoplastiche di ultima generazione. Fenix Ntm, che ha un effetto matt totale e permette a livello estetico di ottenere una tonalità di nero puro, grazie alle tecnologie impiegate è anti impronta, antibatterico e si auto ripara da graffi e abrasioni.

In ultima analisi ci può dire come si connoterà in futuro lo spazio abitativo? 

Tecnologia e funzionalità degli spazi saranno temi molto presenti, ma anche il mood di cui abbiamo parlato in precedenza sarà sicuramente un elemento importante. La necessità di coordinamento tra gli elementi è una presa di coscienza insita nel cliente, questo anche grazie al fatto che le persone accedono più facilmente alle informazioni e, prima di passare al progetto vero e proprio, si informano e trovano ispirazione in riviste, web e social, che permettono di avvicinarsi ad un immaginario ben definito. Il tutto porterà ad una maggiore ricerca di armonia, perché quando gli elementi si accordano tra loro, l'ambiente trasmette un sensazione di benessere.

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