Mai visto un moodboard in 3D?

Siamo certi che il moodboard sia solo un “gioco” per creativi alla ricerca di ispirazione? O forse è qualcosa che vediamo molto più spesso di quanto pensiamo? 

 

Ci sono momenti nella vita che, vuoi per curiosità, vuoi per necessità, anche il più incallito degli scettici decide di andare in un negozio Ikea. E anche se spesso questa scelta si trasforma in un tour de force dantesco tra i gironi del mobile e del complemento arredo, è un'esperienza dall'appeal forte. 

La chiave del successo 

Perché? Perché questo brand è entrato così tanto nelle nostre case? Perché il suo catalogo veniva addirittura venduto in edicola? Sì, certo l'arredamento democratico e fai da te ha la sua attrattiva, ma la chiave del successo sta in un altro fattore semplice quanto fondamentale: prima di tutto Ikea vende un immaginario

L'azienda svedese è stata la prima ad introdurre un linguaggio espositivo molto chiaro che parla alla fantasia e ai sogni delle persone. Ricrea gli ambienti, suggerisce concretamente degli stili, inserendo in modo armonico tutti gli elementi che ti fanno percepire la vita quotidiana vera, vissuta in quello spazio. Insomma, l'applicazione concreta e in versione 3D del moodboard.

Il moodboard è una cosa seria

Tutto questo preambolo serve a far capire come il moodboard non è un concetto astratto e non è neanche un “gioco” per creativi. Il moodboard è una cosa seria e concreta. È un metodo che crea un ponte tra l'astrazione dei desideri che abitano dentro di noi e la loro concretizzazione pratica, da vivere ogni giorno. Questo è il concetto che sempre di più si fa forza nel modo di esporre, sia che si tratti di un negozio di abiti, sia di uno showroom di mobili. 

L'esperienza al Salone del mobile

Lo abbiamo visto anche al Salone del mobile 2017: tra i vari stand non c'era più semplicemente una mera esposizione di oggetti, ma un modo di arredare contestualizzato. Visioni d'insieme, esempi concreti che trasmettevano atmosfere e tutto ciò è stato possibile grazie alla commistione di più elementi, alla scelta accurata dei complementi d'arredo, dei dettagli che davano vitalità agli ambienti.
Camminando tra i vari stand era come immergersi in tanti diorama in scala 1:1, ogni allestimento era un cambio di scenario e di volta in volta si vedevano rappresentazioni dettagliate e realistiche dello stile italiano, declinato nelle sue tante sfaccettature.
Alla luce di quanto sta succedendo negli showroom di tutto il mondo, possiamo tranquillamente affermare che il moodboard oggi è un modo di esporre che aiuta il pubblico a scegliere, concretizza un'idea astratta e spesso vaga in un esempio tangibile e da replicare.

Come rendere uno spazio espositivo un vero moodboard in 3D

Ci sono più aspetti da tenere in considerazione, il più importante è quello di curare i dettagli, anche quelli che possono sembrare in un primo momento irrilevanti.
I tessuti, i pavimenti, i sopramobili, le luci, tutto deve accordarsi con il tema che si vuole rappresentare. Non serve ammucchiare molte cose, bastano pochi elementi, purché siano coerenti tra loro e siano così significativi da trasmettere il mood, appunto.

Da dove partire?

E qui torniamo all'origine di tutto: per creare un ambiente armonioso e dallo stile ben definito, dove l'accostamento mette in risalto ogni elemento, una buona base di partenza è proprio quella di utilizzare il vero e proprio moodboard.
Attraverso il collage di immagini, scampoli di tessuti, campioni di pavimentiprototipi di superfici, materiali e colori differenti si crea una mappa che rappresenta visivamente le sensazioni, le idee e la visione del concept creativo. Uno strumento efficace per immedesimarsi nella visione d'insieme che poi si andrà a realizzare.
Per Skema il metodo moodboard è una prassi consolidata e che incoraggiamo sempre ad utilizzare. Perché è attraverso l'accostamento di differenti materiali e colori che il progetto assume spessore e permette a tutti di esternare e rendere concreti i propri gusti


 

News correlate