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Per unire estetica e vivibilità, il benessere acustico è la prossima sfida

 

C'era una volta in cui il design degli edifici brillava di luce propria e non doveva preoccuparsi troppo di altri fattori non certo secondari, come il comfort di chi era destinato ad occuparli.

Con il tempo però, regole più chiare, e il desiderio di innovare da parte di molti architetti e progettisti, hanno spinto verso la ricerca di soluzioni che conciliassero le due cose.

Una sfida, certamente, che però sta portando i suoi frutti.

Nell'edilizia pubblica per esempio, si è messa la parola fine alla costruzione di ponti raffinati e insidiosi a Venezia, mentre per quella civile l'attenzione si è spostata sempre di più sull'insonorizzazione.

Non si isola solo da fuori

Se vi diciamo benessere acustico di un ambiente, cosa vi viene in mente? Se state pensando all'isolamento dai rumori provenienti dall'esterno, la risposta è esatta. C'è però un altro aspetto da considerare: come viene gestita l'acustica all'interno?

È una domanda importante, perché il suono non è necessariamente un rumore indesiderato da lasciare fuori, ma anche qualcosa da diffondere e riprodurre fedelmente. Non ci riferiamo solamente ad una sala da concerti: si pensi ad una classe dove la voce dell'insegnante giunge incomprensibile agli studenti delle ultime file, privandoli di fatto del diritto di apprendere.

Ogni ambiente ha un suo scopo, una funzione da assolvere, che rischiano di essere vanificati in un colpo solo se non vengono presi in considerazione anche questi aspetti, come spiega in maniera eccellente Julian Treasure in questo intervento.

Treasure è un esempio di ‘consulente acustico,' una figura professionale emergente soprattutto all'estero, dove non è raro vedere professionisti con specializzazioni diverse sedersi attorno allo stesso tavolo in fase di progettazione, per garantire un approccio a 360°.

 

In Italia curare è più comune che prevenire

In Italia invece il benessere acustico è ancora poco considerato nella sua interezza, e la conseguenza è che ci si ritrova spesso a dover correggere problemi riscontrati a posteriori, come conferma l'Arch. Cescon, dell'area Servizio Progetti di Skema, esperto di prodotti per il comfort acustico: “Tra i materiali di fonocorrezione che ci vengono richiesti, nove volte su dieci sono per progetti non in fase di esecuzione ma già completati.”

A progetto ultimato infatti, spesso emerge che materiali che sono perfetti per il design, non lo sono affatto per l'acustica. Un tipico esempio, spiega Cescon, “È un ufficio dove vengono usate pareti divisorie in vetro, dalla resa estetica perfetta, ma che allo stesso tempo riverberano molto le onde sonore, creando quindi scomode interferenze.”

A contribuire a questa situazione è senz'altro la normativa nazionale in materia di edilizia, risalente per gran parte agli anni Novanta, che stabilisce parametri e materiali specifici per l'insonorizzazione dall'esterno, ma non prende in considerazione la gestione delle onde sonore all'interno.

Nonostante il vuoto normativo però, una nuova sensibilità si sta facendo strada anche nel nostro Paese, grazie alla lungimiranza di progettisti che, basandosi su esperienze passate e anche sulle esigenze specifiche del cliente finale, includono la resa acustica dell'ambiente nel progetto fin dalle prime fasi.

 

I materiali esistono, bisogna alimentare la cultura

I materiali fonoassorbenti e fonocorrettivi esistono già in diverse forme (pannelli, rotoli, reti, lastre), e si prestano a strutturare sistemi stratificati quando si tratti di tramezze e pareti divisorie, o sottopavimenti in grado di dar vita a piani di calpestio galleggianti. Spesso sono materiali che uniscono all'isolamento acustico quello termico, regalando anche un contributo significativo in termini ecologici.

Dove insistere allora? Sulla necessità assoluta di inserire l'insonorizzazione tra le priorità progettuali. La vivibilità di un luogo, la sua performance acustica non sono secondarie, determinano anzi la qualità della vita di chi ci abiterà o lo frequenterà, e non è più pensabile affidarsi a interventi 'a posteriori'.

Ed è proprio per contribuire ad alimentare questa nuova cultura, che Skema parteciperà ad un incontro organizzato il 17 maggio dalla Scuola Edile di Modena, che avrà come tema la valorizzazione acustica degli interni.

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