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IL VERO PUNTO DI PARTENZA NON È LA QUALITÀ, MA L’IDENTITÀ

 

 

Bastano davvero solo le peculiarità tecniche per decretare il successo di un prodotto/servizio?

Siamo davvero certi che, quando un cliente ci sceglie, lo fa solo perché ciò che offriamo è “di qualità”?

La nostra (e anche la vostra) esperienza ci dice che le cose non sono così semplici e che i clienti il più delle volte optano per una scelta emotiva seguendo un fil rouge interiore del quale spesso nemmeno loro sono consapevoli, ma che contiene tutto.
Certo, la qualità è indispensabile ma dovrebbe essere ormai un presupposto ovvio, qualunque cosa decidiamo di offrire al mercatoChi propone mediocrità è destinato a soccombere, soprattutto in quest'epoca caratterizzata da un enorme scambio di informazioni in tempo reale, possibile grazie a Internet.
 
Ma se la qualità, per quanto importante, non è il fattore determinante (o almeno non l'unico), allora cosa spinge una persona all'acquisto?
E' il prezzo? La moda? O è qualcosa di più intimo come l'identità?
 
Tutto ciò che scegliamo e di cui ci circondiamo di nostra spontanea volontà è un riflesso di ciò che siamo: dai ristoranti che decidiamo di frequentare, agli abiti che scegliamo di indossare, al portatile che usiamo per lavorare. Ciò che ci spinge all'acquisto di un bene o un servizio non è tanto il bisogno di mostrare al mondo chi siamo, ma è il bisogno di definire noi stessi attraverso quelle cose che ci appartengono; come se le avessimo perse molto tempo prima e ora le stessimo raccogliendo una per volta.
 
L'identità è il fattore fondamentale.
 
Per questo anche quando un cliente cerca un pavimento per la sua casa, oltre ad una superficie esteticamente gradevole, durevole o facile da mantenere, è inevitabile che cerchi un riflesso di sé stesso, dell'esperienza di vita che vorrebbe per sé.
 
Il nostro compito, che è anche il compito di architetti, progettisti e distributori, è proprio quello di facilitare questa scelta, presentando delle proposte che mettano in primo piano l'identità di chi abbiamo di fronte. Per riuscirci dobbiamo capovolgere il modus operandi tradizionale, passando da un approccio legato alla qualità del materiale e delle finiture, ad un approccio basato sull'emozionalità e sull'ascolto, sulla comprensione e l'identificazione dei reali bisogni, quelli più nascosti e più legati al mondo interiore di chi abbiamo di fronte.
 
E a quel punto, la scelta dei materiali, del pavimento, sarà una conseguenza naturale dell'emozione che si vuole trasmettere.

 


Per saperne di più:

Qualità

Identità

 

 

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