Menu news

Filtra News Per Anno

  

Fiorfood: tra luce e memoria la spesa alimentare che non ti aspetti

Acquistare cibo è un'esperienza tutta nuova a Torino: è nato il primo concept store di Coop in Italia, che si chiama Fiorfood e cambia l'idea della nostra spesa alimentare.

Progettato sotto la direzione dall'arch. Paolo Lucchetta dello studio Retaildesign, e realizzato dal nostro cliente Zenith Shop Design srl di Imola (BO), con i suoi 1300 mq, Fiorfood viene inaugurato lo scorso dicembre in Galleria San Federico. Si sviluppa sui due piani di un antico edificio che ospita anche una libreria ed un ristorante.

Uno spazio che integra mondi contigui

Questa convivenza tra cibo, ristorazione e cultura crea “uno spazio fatto di molte anime” spiega Lucchetta, “che mescola innovazione, vecchi mestieri e nuove culture. Il consumatore, più colto, informato ed esigente viene coinvolto in un percorso, e trova in questi luoghi uno spazio di relazione, innovazione e socialità nel quale l'acquisto è uno degli aspetti dell'esperienza.”

Le superfici, quindi, non sono più solo il perimetro che delimita l'esperienza, ma un fattore attivo che la favorisce e la guida.

Seguendo questa filosofia, all'interno del supermercato si inseriscono l'angolo degustazione vini e la sezione gastronomia, ai quali Skema ha contribuito con il legno della famiglia Oximoro, in particolare con Open Mind Patchwork per la base, e Itaca (in una versione seghettata realizzata On Demand) per la parete di fondo. 


 

Luce rarefatta e materiali di memoria

La scelta di Itaca e Open Mind si è allineata alla perfezione con il linguaggio architettonico del progettista, fondato su due direttrici.

La prima è quella della luce. “Cercavamo un materiale con texture e pattern che mostrasse un'attenzione particolare ai rapporti di riflessione,” spiega l'arch. Lucchetta. Si è così approdati a Itaca, che si è rivelata la proposta migliore in questo senso.

La seconda è la considerazione dello spazio come una storia da raccontare. “Il catalogo Skema è ricco di materiali interessanti – continua Lucchetta – proposti non solo come semplici rivestimenti per superfici, ma come rappresentazioni di storia e memorie.”

Ed è il caso di Open Mind, la cui lavorazione Patchwork riutilizza un legno con un passato da tramandare, proprio come la Galleria San Federico, da oltre ottant'anni uno dei luoghi più importanti della storia culturale e commerciale della città, e fino a qualche anno fa sede storica de La Stampa e del Juventus F.C.

Una simbiosi tra nuovo e preesistente

Non sarebbe però corretto dire che questa ristrutturazione abbia portato nuova vita alla Galleria. “Si dice che nelle città i vecchi edifici abbiano bisogno di nuove idee, e questo è sicuramente un tema di rigenerazione urbana,” dice Lucchetta. “Ho imparato però che spesso sono le nuove idee ad avere bisogno di edifici esistenti.”

Quella di Fiorfood e della Galleria San Federico non è quindi una storia di rigenerazione urbana, ma di un rapporto paritario tra luogo preesistente e nuovo design, dove hanno trovato spazio materiali di grande prestazione e suggestione.

News correlate